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LOCRI EPIZEFIRI



Salvatore La Rosa
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GLI ALTRI SANTUARI
     
TEMPIO DI "CASA MARAFIOTI" (DI ZEUS?)
 

 
Risalente alla seconda metà del VI sec. a.C., il tempio dorico di "Casa Marafioti" sorge non distante dal teatro. Tale denominazione gli deriva dal fatto che parte del suo perimetro venne utilizzato, in epoca moderna, come fondamenta per la casa della Famiglia Marafioti.
In realtà, molto probabilmente, il tempio doveva essere dedicato a Zeus, ed a questa conclusione (comunque non definitiva) gli studiosi sono giunti, dopo il rinvenimento di una iscrizione in caratteri greci, risalente al III-II sec. a.C., nella quale appare una dedica (AINEASON SOTERI) a Zeus il Salvatore.
 
La prima esplorazione del tempio risale al 1830 e la si deve al duca di Luynes; probabilmente all'epoca buona parte del basamento del tempio era ancora presente, ma l'averlo riportato alla luce in un periodo nel quale non esisteva assolutamente nessun controllo sulla zona ne segnò drammaticamente il destino, in quanto la pietra venne ben presto depredata per essere riutilizzata; e quando nel 1911 Paolo Orsi incominciò lo scavo della zona, delineando la pianta del tempio, si trovò di fronte a pochissimi resti che, per quanto esigui, consentirono all'archeologo di raccogliere numerose informazioni sull'antico tempio. Una volta terminato lo studio dei resti, la zona venne nuovamente ricoperta ed oggi non affiorano segni visibili di tali resti.

 

 
IL SANTUARIO DI ZEUS OLIMPIO
 

 
Al momento il Santuario di Zeus Olimpio non è stato ancora localizzato, eccezion fatta per una teca cilindrica, in pietra calcarea, veramente notevole (del diametro di 125 cm. ed alta circa un metro e mezzo con pareti spesse 31 cm.) chiusa da un pesante coperchio, che fungeva da archivio del Santuario stesso.

 
         
 

Riportata alla luce clandestinamente verso la fine degli anni '50, la teca venne depredata del suo contenuto; fortunatamente, dopo poco tempo, una parte del contenuto stesso, 39 tabelle bronzee, venne recuperato, permettendo così agli studiosi di venire a conoscenza di importanti informazioni sull'antica città e sull'esistenza di questo ulteriore Santuario.

Nel corso degli anni si è pensato di poter ricollegare la teca con il Tempio di "Casa Marafioti", ma la distanza fra i due monumenti ed il dislivello tra essi ha convinto gli esperti del fatto che il Tempio di Zeus Olimpio vada ricercato altrove e che la teca, probabilmente, fosse parte integrante del temenos del santuario.

 

Coperchio della Teca
Il pesante coperchio della Teca

 
         
IL SANTUARIO DI GROTTA CARUSO (o Grotta delle Ninfe)
 

 
Il Santuario di Grotta Caruso, conosciuto anche come Grotta delle Ninfe (che qui erano venerate), si sviluppava all'interno di una grotta, al di fuori delle mura cittadine, che si trova nell'odierna contrada Caruso. Già attivo nel VI sec. a.C., il Santuario era uno dei tanti esempi di come gli antichi vedessero nelle risorse naturali vitali per la sopravvivenza della comunità (in questo caso si trattava di una sorgente), un segno divino da onorare e venerare.
 
Il Santuario venne ufficialmente scoperto dal prof. Arias nel 1940, ma si sa per certo che già un anno prima alcuni contadini avevano depredato l'area per rivenderne i reperti. Nonostante ciò, comunque, l'Arias riuscì a riportare alla luce un grandissimo numero di terrecotte votive, tra le quali abbondavano testine e busti femminili, piccoli Pan, statuette di suonatori di flauto e di cetra, modellini di grotte e fontane e tantissimo altro materiale, a testimonianza di quanto fosse sviluppata l'arte a Locri in quel periodo.
 
Oggigiorno la visita del luogo non è molto agevole in quanto la grotta crollò in gran parte dopo la conclusione degli scavi; i suoi reperti possono, però, essere apprezzati presso il Museo Nazionale di Locri Epizefiri e presso il Museo Nazionale di Reggio Calabria.

 
     
     

 

 
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