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LOCRI EPIZEFIRI



Salvatore La Rosa
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COLLOCAZIONE GEOGRAFICA

 
Strabone (Geografia VI, 7)

Collocazione Geografica

Dopo il promontorio di Eracle
si trova quello di Locri, detto Zefirio,
che ha il porto protetto dai venti occidentali,
e da ciò deriva anche il nome.
Segue poi la città (detta) Locri Epizefiri...

(Strabone, Geografia VI, 7)


 


Il sito archeologico dell'antica Locri Epizefiri si trova nella provincia di Reggio Calabria, a pochi chilometri dal luogo in cui sorge la moderna Locri. Non è, però, il luogo nel quale i primi coloni greci sbarcarono. Essi, infatti, approdarono dapprima nella baia adiacente capo Zefirio (antica denominazione del promontorio, oggi chiamato capo Bruzzano, che deriva - come ci spiega Strabone - dalla sua caratteristica di proteggere la baia dallo Zefiro, il vento occidentale), per poi spostarsi, dopo alcuni anni, verso nord, dando luogo alla fondazione della città vera e propria sul colle Epopis.

Lo sbarco dei coloni avvenne presso il capo Zefirio probabilmente perché questo, come ci riferisce la tradizione storica, era un luogo utilizzato abitualmente sia da mercanti che da navigatori greci; gli uni lo utilizzavano per scambi commerciali con le popolazioni indigene, gli altri come approdo per una semplice sosta o per rifornimento. Era quindi una zona ben conosciuta dai nuovi arrivati greci.

Dopo essersi accampati presso il capo Zefirio, i coloni incominciarono ad intrattenere rapporti sempre più stretti con le popolazioni indigene (Siculi), stipulando con esse anche numerosi patti di pace. Nel contempo, i coloni incominciarono anche l'esplorazione dei territori più a nord, rendendosi ben presto conto che erano più favorevoli allo sviluppo della nuova polis. In particolare la loro attenzione si rivolse alla zona costiera che si trovava ai piedi dell'abitato indigeno di Ianchina (che è il nome odierno della zona), molto più fertile e ricco di acque delle colline intorno a capo Zefirio.

Decisero, quindi, che quella sarebbe stata la sede definitiva della loro colonia. C'era però il problema degli accordi stipulati con gli indigeni; ma i Locresi, secondo quanto ci riferisce Polibio, ricorsero ad uno stratagemma: "[...] (I Locresi) che occupavano il territorio (indigeno), erano stati accolti dagli indigeni a patto che promettessero di occupare insieme la regione finché avessero camminato su quella terra e avessero portato la testa sulle spalle. Ma, a quanto si racconta, i Locresi pronunciarono il giuramento dopo aver cosparso di terra la suola interna delle loro scarpe ed aver posto sulle spalle, ben nascoste, delle teste d'aglio. Poco dopo essi  tolsero la terra dalle scarpe, gettarono via le teste d'aglio ed attaccarono gli indigeni [...]" (Polibio, Storie XII, 6, 3).

L'abitato indigeno di Ianchina venne, quindi, annientato; i coloni di Locri Epizefiri (siamo a cavallo tra la fine del VIII sec a.C. ed i primi anni del VII sec. a.C.) poterono finalmente iniziare a costruire la loro città, 25 Km più a nord del luogo dove erano sbarcati tempo prima.

Nel nome della città restò, comunque, il riferimento al luogo dell'approdo; Oi Lokroi Oi Epizephyrioi è infatti una forma plurale, riferita agli abitanti della città, e che può essere così tradotta: I Locresi che abitano presso lo Zefirio.
 

 
Europa
Locri Epizefiri si trova in Italia
 


 
Italia
Nella regione Calabria
 


 
Calabria
Sulla costa ionica reggina

 

 
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