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LOCRI EPIZEFIRI



Salvatore La Rosa
WWW.LOCRIANTICA.IT Benvenuti in Magna Grecia STORIA


PARTE PRIMA - IL PERIODO PREELLENICO

CAPITOLO UNICO
IL TERRITORIO LOCRESE PRIMA DELL'ARRIVO DEI COLONI GRECI

 

Gli studi su quello che continua ad essere ancora un periodo ricco di interrogativi e di zone d'ombra hanno comunque portato gli esperti, grazie anche ad alcuni recenti ritrovamenti, a poter delineare una cronologia delle frequentazioni umane del territorio Locrese prima dell'arrivo dei coloni Greci.

Si Ŕ, quindi, potuto accertare che le primissime presenze umane, le cui tracce sia stato possibile osservare ancora oggi, risalgono ad un periodo compreso tra il 6000 a.C. ed il 5000 a.C., in pieno Neolitico.

Seguendo quella che Ŕ l'evoluzione dei manufatti venuti via via alla luce, Ŕ stato possibile stabilire inoltre che le prime ipotesi, che volevano in questo territorio l'esistenza di sparuti nuclei abitativi concentrati in poche zone, fossero da rivedere in quanto la diffusione sul territorio dei reperti che di volta in volta venivano recuperati Ŕ da considerarsi maggiormente compatibile con la presenza di un numero molto pi¨ elevato di insediamenti, sebbene non tutti di dimensioni rilevanti.

Le popolazioni di questi insediamenti erano stanziali, dedite all'agricoltura ed organizzate in piccole e pacifiche comunitÓ. Quasi certamente una prima forma di commercio intercorreva giÓ tra queste piccole comunitÓ sottoforma di scambio di beni, ma di commercio vero e proprio, realizzato con popolazioni di terre lontane, si potrÓ parlare solo a partire dal tardo Eneolitico e dall'etÓ del Bronzo.


Tavola Cronologica

TAVOLA RIASSUNTIVA DELLA SCANSIONE CRONOLOGICA DELLE EPOCHE REMOTE IN CALABRIA

Molto probabilmente queste comunitÓ non subirono grossi cambiamenti nei loro modi di vivere (eccezion fatta ovviamente per l'introduzione degli utensili in metallo nella loro vita quotidiana) e di rapportarsi con le altre popolazioni fino all'etÓ del Bronzo.

A partire dall'etÓ del Bronzo e poi ancora agli inizi dell'etÓ del Ferro si registrano invece una serie di mutazioni che interessano gli aspetti economici e sociali delle singole comunitÓ. All'agricoltura si affianca l'allevamento e la necessitÓ di procurarsi i metalli per la produzione degli utensili, necessari alle nuove esigenze delle popolazioni di questo periodo, porta ad un forte sviluppo del commercio. Queste nuova necessitÓ spinsero su queste coste molti naviganti, soprattutto Micenei, che fino al crollo della loro civiltÓ risultarono abituali frequentatori degli approdi dell'odierna Calabria ed intrattennero scambi continui con le popolazioni autoctone.

Ma chi erano queste popolazioni autoctone? Da dove provenivano? In che rapporti erano tra loro? Sono domande che molto probabilmente non avranno mai una risposta certa; e questo non perchŔ manchino fonti storiche antiche (sebbene, ovviamente, di molti secoli posteriori), anzi. Basti pensare a quanto tramandatoci da Antioco, Eforo, Tucidide, dallo stesso Strabone e da molti altri; ma purtroppo tali narrazioni spesso si contraddicono l'una con l'altra, non sono facilmente interpretabili e, per lo pi¨, sono avvolte nella leggenda.

Senza entrare nel dettaglio di queste tradizioni, sappiamo con una certa sicurezza che il territorio nel quale si svilupperÓ Locri Epizefiri faceva parte della cosiddetta Italýa regione che, nella sua delimitazione pi¨ restrittiva, si estendeva dallo Stretto fino all'istmo delimitato da Squillace sullo Jonio e Vibo Valentia sul Tirreno. La popolazione che abitava questa regione, di origine indo-europea, prendeva il nome di Itali. Col tempo la tradizione tenderÓ a far coincidere gli Itali con gli Enotri e ad ampliare i confini dell'Italýa inglobando la confinante Enotria ed arrivando quasi interamente a coincidere con i territori che in seguito saranno chiamati Magna Grecia.

A questi Itali-Enotri si affiancheranno, tra la fine dell'etÓ del Bronzo e l'inizio dell'etÓ del Ferro, i Siculi; popolazione proveniente, secondo alcune tradizioni, dalle zone dell'attuale Lazio e della Campania settentrionale. Siculi che, per˛, in molti casi verranno scacciati dalle popolazioni autoctone e saranno costretti a cercare rifugio nei territori della Sicilia orientale, ci˛ fatte salve alcune eccezioni come ad esempio nel caso del territorio Locrese.

Qui infatti i Siculi, integrandosi o avendo la meglio sulle popolazioni locali, si insediarono e trapiantarono le proprie tradizioni. E proprio riguardo a quest'ultima popolazione gli scavi effettuati hanno prodotto i maggiori dati archeologici; dati che hanno permesso di individuare il sito di quello che fu probabilmente il loro pi¨ grande insediamento, situato presso l'odierna Janchina (alle spalle della zona su cui fu edificata la cittÓ greca) e databile intorno al IX secolo a.C. Molti altri reperti sono stati inoltre recuperati dagli scavi, effettuati da Paolo Orsi, nelle aree di sepoltura (necropoli di Canale e Patariti) annesse al sito di Janchina e caratterizzate da sepolture a camera scavate lungo i fianchi della collina, tipiche delle popolazioni Sicule.

I Siculi prospereranno sul territorio Locrese fino all'arrivo dei coloni Greci; tale arrivo, come narra in dettaglio Polibio (vedi Coll. Geografica), segna la loro fine e segna anche il passaggio del territorio Locrese dall'ultima fase protostorica alla Storia propriamente detta.

 

IL SISTEMA DELLE TRE ETA'

Con la definizione di "sistema delle tre etÓ" (etÓ della Pietra, del Bronzo e del Ferro) si fa riferimento ad una tipologia di nomenclatura tradizionalmente utilizzata per suddividere cronologicamente le varie fasi dell'evoluzione umana in epoca preistorica. Tale sistema, ritenuto generalmente troppo restrittivo per poter permettere l'esaltazione e la descrizione di caratteristiche peculiari di zone e culture tra loro distanti, viene comunque ancora utilizzato, soprattutto in ambito archeologico, per l'immediatezza con la quale permette di contestualizzare cronologicamente fatti e rinvenimenti di epoca preistorica.
Qui di seguito vengono rapidamente evidenziate le caratteristiche e la composizione dei singoli periodi (con datazioni, va sottolineato, inerenti l'area del Mediterraneo centro-occidentale):

1. ETA' DELLA PIETRA

PALEOLITICO: (etÓ della pietra antica, da 2.5 milioni di anni fa fino a 12 mila anni fa circa) suddiviso a sua volta in tre periodi, Inferiore (fino a 120 mila anni fa), Medio (da 120 mila fino a 36 mila anni fa) e Superiore (da 36 mila fino a 12 mila anni fa). E' caratterizzato dalla presenza di popolazioni di cacciatori-raccoglitori nomadi, riuniti in piccoli gruppi, che si stabilivano per brevi periodi in grotte, capanne e rifugi di fortuna per lo pi¨ lungo le rive di fiumi e laghi. Il periodo Ŕ caratterizzato dalla presenza di utensili ed altri manufatti in pietra (soprattutto selce ed ossidiana) realizzati mediante la tecnica della scheggiatura.

MESOLITICO: (etÓ della pietra di mezzo, dal 10.000 a.C. al 7000 a.C. circa) caratterizzato ancora dalla presenza di popolazioni di cacciatori-raccoglitori nomadi ora, per˛,  riuniti in gruppi pi¨ grandi. Le tecniche di lavorazione della pietra tendono a farsi pi¨ elaborate (tecnica microlitica) e, nella caccia, si sviluppa un uso estensivo di arco e frecce.

NEOLITICO: (etÓ della pietra nuova, dal 7000 a.C. al 3000 a.C. circa) le popolazioni diventano stanziali, si sviluppano l'agricoltura ed il primo addomesticamento degli animali. Vengono realizzati utensili con lavorazioni sempre pi¨ complesse (tecnica della levigatura) ai quali si affiancano manufatti ceramici di varie tipologie (come quelli impressi detti cardiali dal nome della conchiglia utilizzata per decorarli).

ENEOLITICO: (etÓ della pietra e del rame, dal 3000 a.C. al 2000 a.C. circa) Ŕ la fase di passaggio dall'etÓ della pietra a quelle dei metalli, caratterizzata dalla comparsa di utensili e manufatti in rame che si andarono ad affiancare a quelli in pietra. Viene spesso indicato anche come il periodo iniziale della protostoria delle civiltÓ che si svilupperanno dalle comunitÓ interessate dai mutamenti di questa fase.

2. ETA' DEL BRONZO

Compreso tra il 2000 a.C. e l'XI-X sec. a.C., Ŕ il periodo in cui si sviluppa la metallurgia del bronzo con conseguente realizzazione di manufatti di ogni genere nel nuovo metallo. In questo stesso periodo si registra la nascita del tornio per la produzione di vasellame ed altri manufatti e si sviluppano l'allevamento ed i traffici commerciali.

3. ETA' DEL FERRO

Va dall'XI-X sec. a.C. all'VIII sec. a.C. ed Ŕ, appunto, caratterizzato dalla comparsa di manufatti realizzati tramite la metallurgia del ferro. In questa fase si sviluppano mutamenti sociali tali da considerare questo periodo l'ultima fase protostorica la cui fine segna, quindi, lo spartiacque tra preistoria e storia.


 
     

 

 
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