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LOCRI EPIZEFIRI



Salvatore La Rosa
WWW.LOCRIANTICA.IT Benvenuti in Magna Grecia STORIA

 
PARTE SECONDA - LA COLONIZZAZIONE E IL PERIODO GRECO

CAPITOLO II
ORGANIZZAZIONE ED ESPANSIONE DELLA POLIS


La polis di Locri Epizefiri era organizzata secondo un modello tipico della madrepatria. Una rigida aristocrazia conservatrice e guerresca deteneva il potere e lo esercitava attraverso l'"Assemblea dei Mille" che comprendeva, probabilmente, tutti i cittadini che godevano dei pieni diritti politici; la popolazione era, poi, suddivisa in tre tribù e trentasei fratrie.

Ma il cuore dell'ordinamento locrese era la legislazione di Zaleuco, il primo legislatore occidentale, risalente, con molta probabilità, al VII sec. a.C. Era, questa, una legislazione assolutamente straordinaria per l'epoca; innanzitutto era scritta e, quindi, come del resto sottolinea Strabone, non sottostava all'arbitrarietà dei giudici; inoltre le sue leggi severissime, basate sulla "legge del taglione", che al giorno d'oggi potrebbero sembrare "barbare", per l'epoca rappresentavano senz'altro un progresso di civiltà e di umanità ed evitavano vere e proprie "faide" con vendette familiari in serie che erano una consuetudine per l'epoca.

Era, senza dubbio, una legislazione estremamente conservatrice, chiusa ad ogni possibile mutamento degli equilibri esistenti, che permise per un lungo periodo alla polis di prosperare in pace con ben pochi problemi interni da risolvere permettendo quindi, alla classe dirigente, di concentrarsi sulla crescita della città, sull'espansione dei territori controllati e sul controllo delle popolazioni nemiche.

Per meglio comprendere la società locrese dell'epoca si deve anche ricordare l'importanza del ruolo ed il prestigio sociale della donna a Locri. Prestigio che ad essa derivava non solo dal ruolo rivestito nei culti cittadini, ma anche dai notevoli diritti di cui era in possesso sul piano giuridico, come ad esempio il diritto a perpetuare nel tempo l'eredità (e quindi il nome) della famiglia anche in caso di scomparsa degli uomini (mariti, figli, fratelli ecc.); tutto ciò, unito anche a quanto riferisce Polibio sulla nobiltà Locrese (che, secondo lo storico, traeva origine dalle donne e non dagli uomini), ha portato molti ad ipotizzare a Locri la presenza di una forma di matriarcato che non è, però, suffragata da dati certi.

Tra il VII ed il VI sec. a.C. lo sviluppo della polis era ormai ben avviato; la città si era sviluppata con un impianto urbanistico razionale ed ordinato, ed i suoi santuari con i loro culti cominciavano ad essere conosciuti ovunque nel mondo greco. La situazione interna era quindi più che ottimale e si poté pianificare un’espansione del controllo sul territorio anche attraverso la fondazione di sub-colonie; ciò venne dettato, oltre che da un desiderio di maggiore controllo della zona, anche dal notevole sviluppo demografico della città che rischiava di far vacillare i fragili equilibri esistenti. Così, probabilmente verso la fine del VII sec. a.C., sorsero Medma (l’odierna Rosarno) ed Hipponion (oggi Vibo Valentia).
 

 

L'espansione sul Tirreno - Medma e Hipponion
L'ESPANSIONE SUL TIRRENO

 


Con la fondazione di queste due sub-colonie Locri Epizefiri controllava ormai una parte notevole di territorio che andava dallo Ionio al Tirreno e comprendeva le zone montuose racchiuse tra le due coste; incominciavano così a nascere le storiche rivalità con Crotone e Reggio che vedevano in Locri un problema ed un pericolo per i rispettivi progetti espansionistici e si ponevano, quindi, le basi per i futuri scontri.

 
     

 

 
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